Mal di denti in aereo: cos’è la barodontalgia e perché il dolore può comparire in volo

Barodontalgia: passeggero seduto al finestrino di un aereo durante il volo

Un mal di denti che compare durante il decollo o l’atterraggio e scompare a terra può sembrare inspiegabile. In alcuni casi si tratta di barodontalgia: un dolore provocato o reso evidente dalle variazioni della pressione ambientale.

Può interessare passeggeri, equipaggi, subacquei e persone esposte a camere iperbariche. Anche se la cabina è pressurizzata, la pressione cambia durante la salita e la discesa.

La barodontalgia è un sintomo, non una diagnosi. Spesso porta alla luce una condizione del dente o dei tessuti vicini che, a terra, era silenziosa o poco evidente.

Che cos’è la barodontalgia

Il termine descrive un dolore avvertito in uno o più denti quando cambia la pressione esterna, per esempio in quota, durante un’immersione o in altri ambienti con variazioni rapide.

Un dente sano e integro normalmente non reagisce al volo. Il sintomo è più probabile in presenza di infiammazione della polpa, carie, lesioni vicino alla radice, crepe o restauri che non sigillano più perfettamente.

Non dipende sempre da aria intrappolata. Anche i tessuti già infiammati possono reagire alle variazioni di pressione: per distinguere i diversi meccanismi serve quindi una valutazione odontoiatrica.

Perché il dolore può comparire in volo

Durante la salita la pressione in cabina diminuisce, mentre in discesa aumenta. Il cambiamento può alterare l’equilibrio nei tessuti già compromessi e stimolare le terminazioni nervose del dente.

Il dolore può essere acuto, sordo o pulsante, durare pochi secondi oppure continuare dopo l’atterraggio. La fase del volo in cui compare offre un’indicazione, ma salita o discesa non bastano per identificare la causa.

Un fastidio sui denti superiori posteriori può provenire dai seni mascellari: congestione, sinusite o barosinusite possono irradiarsi nella stessa zona e richiedere una diagnosi differenziale.

Quali problemi può mettere in evidenza

Tra le condizioni associate alla barodontalgia rientrano carie non trattate, pulpiti, necrosi della polpa, infiammazioni periapicali, fratture, restauri profondi o difettosi e patologie dei seni paranasali.

Un dente trattato di recente può essere temporaneamente più sensibile, senza che ciò indichi un errore nella cura. Procedura, stato dei tessuti e tempo trascorso vanno valutati caso per caso.

Allo stesso modo, se il dolore scompare dopo l’atterraggio, il problema non è necessariamente risolto: il volo può aver semplicemente rivelato una condizione destinata a evolvere anche a terra.

Cosa fare prima di partire

Se nei giorni precedenti avverti dolore spontaneo, sensibilità persistente, fastidio alla masticazione, gonfiore o noti un’otturazione danneggiata, è prudente fissare un controllo prima del viaggio.

Dopo cure recenti, soprattutto se complesse o ancora sintomatiche, chiedi al dentista se il volo richiede precauzioni. Non esiste un intervallo unico valido dopo ogni trattamento: la scelta dipende dalla procedura e dalla risposta individuale.

Per viaggi lunghi o verso località in cui l’assistenza è difficile da raggiungere, programmare la visita per tempo consente di completare eventuali cure. Antibiotici o altri farmaci non vanno iniziati preventivamente senza indicazione clinica.

Se il dolore compare durante il volo

Annota la zona interessata, la fase del volo in cui inizia il dolore, la sua durata e l’eventuale persistenza dopo l’atterraggio. Questi dettagli aiuteranno il dentista a ricostruire l’episodio.

Un analgesico può attenuare il sintomo solo se puoi assumerlo in sicurezza e nel rispetto delle indicazioni ricevute o del foglietto illustrativo. Non elimina però la causa e non deve rimandare il controllo.

In presenza di gonfiore importante, febbre, difficoltà a deglutire o respirare, dolore molto intenso o malessere generale, informa il personale di bordo e cerca assistenza medica o odontoiatrica appena possibile.

Quando rivolgersi al dentista

Un episodio nuovo o ripetuto legato alla quota merita una valutazione, anche se a terra il dente torna asintomatico. Il controllo può comprendere esame clinico, test della polpa e radiografie mirate.

L’obiettivo è individuare e trattare la causa, che può essere una carie, un’infiammazione, un problema endodontico, una frattura, un restauro o un disturbo dei seni mascellari. Risolta la condizione di base, si riduce anche il rischio che il dolore ricompaia.

Gli studi disponibili riguardano soprattutto piloti, equipaggi e subacquei, quindi non stimano con precisione la frequenza tra tutti i passeggeri. Il messaggio pratico resta chiaro: un dolore in quota non va ignorato.

Nel nostro Studio Dentistico Stramesi di Milano, in Via Pietro Mascagni 7, possiamo valutare un dolore comparso in volo e verificare se esiste una causa dentale da trattare o monitorare.

Per fissare una visita di controllo, contattaci al +39 02 89076063 o scrivi a info@studiostramesi.it.

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Fonti

PeerJ – Relationships among barodontalgia prevalence, altitude, stress, dental care frequency, and awareness

BMC Oral Health – Occupational health in aviation: barodontalgia among Malaysian Air Force pilots

Case Reports in Dentistry – Pathophysiology of Barodontalgia: a case report and review

Aerospace Medicine and Human Performance – Barodontalgia Among Aircrew and Divers

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